§ 33) durava in carica al massimo dei mesi, e i suoi poteri derivavano dalla nomina da parte di uno dei due consoli: scaduto l'anno consolare, sarebbero cessati, di regola, anche i poteri del dittatore; eventualmente, in mancanza di consoli, un dittatore sarebbe stato designato al solo scopo di presiedere i comizi ...
Il dittatore (lat.: dictator) era una figura caratteristica dell'assetto della costituzione della Repubblica romana. Egli era un magistrato straordinario eletto dal senato in stato d'emergenza e posto al comando assoluto di Roma, la cui carica non poteva superare i sei mesi.
Spesso il dittatore rimaneva in carica fino a quando non era cessato il pericolo, per poi dimettersi e restituendo i poteri concessigli. Comunque non restava in carica più di sei mesi, e usciva dalla carica una volta scaduto l'anno di carica del console che lo aveva nominato.
Tra 83 e 82 a.C. la prima guerra civile a Roma vide scontrarsi i populares del generale Mario e gli ottimati del comandante Silla. Quest'ultimo ebbe la meglio e decise di assumere il titolo di dittatore a vita dopo aver eliminato i suoi nemici.
IL PERIODO DELLA REPUBBLICA A ROMA DUROʼ CINQUE SECOLI (DAL 509 A.C. AL 27 A.C.) UFFICIALMENTE SI FA COMINCIARE DALLA CACCIATA DALLA CITTAʼ DELLʼULTIMO RE; TARQUINIO IL SUPERBO, CHE COME ABBIAMO VISTO NELLʼULTIMA LEZIONE, ERA DETESTATO DAL POPOLO PER LA SUA CRUDELTAʼ E PER LE DECISIONI INGIUSTE CHE PRENDEVA.