L'acqua del Tevere presenta livelli di inquinamento significativi, specialmente per la presenza di batteri fecali (Escherichia coli) riscontrati nel 79,8% dei campioni, rendendolo non balneabile. Sebbene il tratto umbro sia moderatamente inquinato, nel tratto urbano romano si registrano alti valori di ammoniaca e criticità igieniche, nonostante alcuni monitoraggi indichino miglioramenti nel tratto finale.
Il Tevere quindi, come la ricerca ha evidenziato “non è il fiume più pulito del mondo”, come sostenuto recentemente da Erasmo D'Angelis, segretario generale dell'autorità di bacino distrettuale dell'Appennino centrale”. Soprattutto non lo è nel tratto urbano cui il segretario generale faceva riferimento.
Il Congo è un fiume di 4 374 km dell'Africa equatoriale, il secondo più lungo del continente dopo il Nilo, il secondo al mondo per portata d'acqua (massimo 80 000 m³/s) e ampiezza del bacino dopo il Rio delle Amazzoni, e il primo al mondo come profondità, che, nel suo punto massimo, raggiunge i 220 m.
Il Sarno è uno dei fiumi più inquinati d'Italia. L'alto allarme sociale connesso a questo inquinamento deriva dal fatto che il fiume, lungo 24 chilometri, insieme ai torrenti connessi Solofrana e Cavaiola, attraversa tre province campane e trentanove comuni.
La situazione più grave è quella di Casal Bruciato dove la centralina “Tiburtina” ha segnato livelli di pm10 di 66 ug/m3 (il limite è 50). Al Pigneto, la centralina Preneste ha segnato 60 ug/m3. Oltre i limiti anche le stazioni di Francia, su Corso di Francia, Magna Grecia all'Appio Latino, Cinecittà.