La Corea di Huntington ha una prognosi infausta con un'aspettativa di vita media di circa 15-25 anni (o 13-20 anni secondo alcune fonti) dalla comparsa dei primi sintomi. Il decesso è spesso causato da complicanze come polmonite ab ingestis, infezioni, arresto cardiaco o suicidio. Il decorso è progressivo e inesorabile, con un'età di esordio solitamente tra i 30 e i 50 anni.
È una malattia di tipo dominante: quindi, basta una sola copia del gene mutato, derivante da uno dei due genitori, per ereditare la malattia. In parole semplici, ciascun figlio (maschio o femmina) nato da un genitore malato ha un rischio del 50% di ereditare la corea di Huntington.
Clinicamente è caratterizzata dalla comparsa di movimenti involontari (corea), alterazioni del comportamento e delle funzioni cognitive. L'esordio avviene di solito tra i 30 e i 50 anni (esistono rare forme giovanili) e il decorso è lentamente progressivo. L'ereditarietà è autosomico-dominante.
La malattia di Huntington non salta le generazioni: questo significa che se la mamma non ha ereditato il gene mutato, il figlio non ha alcun rischio di ammalarsi.
Quali sono le nuove cure per la Corea di Huntington?
Malattia di Huntington: terapia genica per frenare la malattia. Rallentare la malattia di Huntington è possibile. Il merito è della terapia genica AMT-130 sviluppata dalla biotech Uniqure. Il trattamento ha dimostrato di poter rallentare in modo significativo la progressione della malattia.