Gli edifici molto vecchi, quelli di oltre 40 anni, possono valere il 10% in più, se ben conservati; il risultato opposto si ottiene, invece, se non hanno subito alcuna ristrutturazione da molti anni a questa parte; in tale caso il deprezzamento è importante, vale almeno il 15%.
Il calcolo del valore dell'immobile richiede di moltiplicare la quotazione al metro quadro per la superficie commerciale dell'immobile e relativi coefficienti di merito. All'interno del calcolo si può considerare di inserire la classe energetica, la collocazione geografica, la categoria catastale e altri fattori.
Se nel 1960, infatti, un appartamento nel centro della capitale costava 221mila lire al metro quadro (114 euro, pari a 2.418 euro attuali) oggi servono 6.700 euro al metro quadro.
Gli immobili sono investimenti di capitale a lungo termine che possono protrarsi per 50, 80 o addirittura 100 anni. La durata di vita complessiva si compone di diversi cicli di rinnovamento e intervalli di manutenzione, che risultano più o meno brevi a seconda dell'elemento costruttivo.
Al venditore serve per fissare un prezzo credibile e allo stesso tempo vantaggioso, mentre all'acquirente è utile per poter eventualmente “rilanciare” e fare la propria proposta su una base quanto più possibile oggettiva.