Domanda di: Sig.ra Monia Ferrari | Ultimo aggiornamento: 23 aprile 2026 Valutazione: 4.5/5
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In Italia, le piccole e medie imprese (PMI) costituiscono la spina dorsale dell'economia, contribuendo per circa il 63% al valore aggiunto nazionale e al 76% dell'occupazione. Secondo stime, le PMI italiane generano oltre 300 miliardi di valore e contribuiscono al 49% del fatturato nei settori chiave. Le PMI sono definite come imprese con meno di 250 occupati e un fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro.
Un'azienda con un fatturato annuo inferiore a 50 milioni di euro può essere considerata PMI. Totale di bilancio: Il terzo criterio è il bilancio annuale. Un'impresa con un bilancio annuo inferiore a 43 milioni di euro rientra nelle categorie PMI.
In Italia le piccole e medie imprese – realtà con un numero di addetti compreso fra 10 e 249 e un fatturato annuo compreso fra 2 e 50 milioni di euro – generano da sole il 41% del fatturato totale italiano e occupano un terzo della forza lavoro del settore privato.
un'impresa di piccole dimensioni ha fino a 50 dipendenti e un fatturato o un totale di bilancio fino a 10 milioni di euro; una micro impresa ha fino a dieci dipendenti e un fatturato o un totale di bilancio fino a 2 milioni di euro.
Dal 2009 le PMI italiane possono contare su un mercato azionario: è l'Euronext Growth Milan (ex AIM Italia), sul quale sono quotate in questo momento 210 società, per una capitalizzazione netta di 8,3 miliardi di euro.