La rimozione dell'amianto spetta al proprietario dell'immobile o, in caso di condominio, ai condomini in base ai millesimi, poiché la responsabilità della bonifica è legata allo stato di conservazione del bene. L'obbligo sussiste soprattutto quando l'amianto è in cattivo stato (sgretolato), mentre per materiali in buono stato sono sufficienti controllo e manutenzione.
Nel caso degli edifici condominiali, le spese per la rimozione dell'amianto devono essere sostenute dai condomini. La legge stabilisce infatti che questo tipo di intervento debba essere finanziato dai vari proprietari in base alla loro quota millesimale.
Quali sono le agevolazioni per la rimozione dell'amianto nel 2025?
Nel 2025, gli incentivi per la rimozione dell'amianto includono il Bando ISI INAIL per le imprese (65% a fondo perduto fino a 130.000€) tramite click-day (aprile-maggio 2025), il Bonus Ristrutturazioni 50% (primo immobile) o 36% (altri immobili) per i privati, e la possibilità di integrare la bonifica con il Superbonus (65%) per interventi energetici/sismici, richiedendo sempre ditte specializzate e il rispetto delle procedure ASL.
Con la riforma del 2019/2020 è stata ampliata la platea degli aventi diritto alla pensione di inabilità amianto a tutti coloro che abbiano contratto una malattia amianto correlata, indipendentemente dai requisiti di anzianità anagrafica e contributiva e dal tipo di malattia.
La spesa per lo smaltimento di 100 mq di eternit varia a seconda della regione e dell'azienda che esegue il lavoro. In media, il costo può oscillare tra 20-30 €/mq, comprensivo di rimozione, trasporto e smaltimento. Pertanto, per 100 mq, la spesa totale si aggirerebbe tra 2.000 e 3.000 €.