"Sfigato" non è considerata una parolaccia volgare in senso stretto, ma è un termine gergale, spregiativo e talvolta considerato volgare (di basso livello) usato per definire una persona molto sfortunata, insignificante, o non accettata in un gruppo. Deriva da "sfiga" (iella) ed è usato prevalentemente nel linguaggio giovanile.
“Sei uno sfigato” rimane un'offesa assai frequente tra i giovanissimi e i motivi per cui viene pronunciata sono sempre legati al tema della diversità: etnica, religiosa, di orientamento sessuale.
A quale registro linguistico appartiene il termine sfigato?
Palmare è quella di sfigato, aggettivo di forma participiale che, esattamente come il sinonimo sfortunato derivato da fortuna, è formato parasinteticamente (ossia, con l'applicazione simultanea di un prefisso e un suffisso: qui s- e -ato) dal sost. figa, variante settentrionale di fica 'pudendum muliebre'.
– Nel linguaggio giovanile, sfortunato, iellato (anche con riferimento non a circostanze occasionali, ma a condizioni sociali, economiche e sim.): sono sempre stato s.; e con uso sostantivato: non è facile trovare uno s.