Sì, "ove" si può usare ed è un avverbio o congiunzione corretta in italiano, sinonimo di "dove" (spazio) o "qualora/nel caso in cui" (ipotesi). È una forma più letteraria, formale o burocratica rispetto a "dove". Molto comune in documenti scritti e contesti lavorativi, es: "ove possibile" o "ove necessario".
(in frasi interrogative dirette o indirette, per indicare stato in luogo o moto a luogo, con valore relativo, ecc.; non però sostantivato, né preceduto da di o da): ove sei?, ove vai?; Giunto mi vidi ove mirabil cosa Mi torse il viso a sé (Dante); la notte era sì buia e sì oscura che egli non poteva discernere ove s' ...
1. [per indicare stato in luogo o moto a luogo, con valore interrogativo, relativo, ecc., anche seguito da che: la notte era sì buia e sì oscura che egli non poteva discernere o. s'andava (G. Boccaccio)] ≈ dove.
L'espressione ove possibile (descrivibile, dal punto di vista grammaticale, come una proposizione relativa ipotetica nominale incidentale) è semanticamente molto generica, tanto da comprendere qualsiasi circostanza potenzialmente ostativa, dalle avverse condizioni atmosferiche alla mancanza di posizioni vacanti.