Secondo la dottrina cattolica, è possibile fare la comunione senza essersi confessati di recente, a patto di essere in "stato di grazia", ovvero di non aver commesso peccati mortali. Tuttavia, se si è consapevoli di aver commesso peccati gravi, la confessione sacramentale è indispensabile prima di ricevere l'Eucaristia per evitare una comunione indegna o sacrilega.
Sì, è così grave prendere l'Eucaristia indegnamente. L'avvertimento di San Paolo sull'Eucaristia è in 1 Corinzi 11:27-29, dove afferma che chiunque mangi e beva la Cena del Signore "indegnamente" è colpevole del Corpo e del Sangue del Signore, e mangerà e berrà il giudizio su se stesso per non discernere il Corpo.
CITTÀ DEL VATICANO. Sì, è possibile ricevere il perdono di Dio senza sacerdote. Basta parlare con Lui e dirgli la verità: «Signore ho combinato questo, questo, questo», quindi chiedere perdono, recitare un Atto di dolore «ben fatto» e promettergli: «Dopo mi confesserò, ma perdonami adesso».
Quali sono i casi in cui non si può fare la comunione?
Il Codice di Diritto Canonico stabilisce che: «Non siano ammessi alla sacra Comunione gli scomunicati e gli interdetti, dopo l'irrogazione o la dichiarazione della pena e gli altri che ostinatamente perseverano in peccato grave manifesto» (can. 915).
1457 Secondo il precetto della Chiesa, « ogni fedele, raggiunta l'età della discrezione, è tenuto all'obbligo di confessare fedelmente i propri peccati gravi, almeno una volta nell'anno ».