Vedessi o vedresti?
Entrambe le forme esistono ma appartengono a modi verbali diversi del verbo vedere. Vedessi è il congiuntivo imperfetto (1ª/2ª pers. sing.: che io/tu vedessi), usato per dubbi o ipotesi. Vedresti è il condizionale presente (2ª pers. sing.: tu vedresti), usato per possibilità o desideri.
Come non sbagliare mai i congiuntivi?
Per non sbagliare il congiuntivo, ricorda di usarlo dopo espressioni di dubbio, desiderio, opinione ("penso che", "credo che", "spero che"), con le congiunzioni subordinanti ("sebbene", "affinché", "a meno che"), dopo il "se" nelle frasi ipotetiche (specie al passato), e con il "lei" di cortesia; la chiave è riconoscere quando manca la certezza e si introduce un'ipotesi o un'opinione, usando il "che" come segnale principale, spiega TikTok @studiofacileconale e YouTube @studiofacileconale.
Quando non si usa il congiuntivo?
Non si usa il congiuntivo quando il soggetto della principale e della subordinata è lo stesso (si usa l'infinito), con verbi di certezza (sapere, essere sicuro che), con espressioni di realtà (secondo me, probabilmente, poiché, siccome, dopo che), e con verbi dichiarativi o di percezione (dire, affermare, vedere, accorgersi) quando esprimono fatti oggettivi, usando l'indicativo per indicare certezza o realtà.
Si dice se sia possibile o se fosse possibile?
In questo tipo di proposizione si può usare il congiuntivo (quindi se fosse possibile), che è, anzi, la variante più formale, ma anche l'indicativo (se è possibile) e il condizionale, che serve ad attenuare la perentorietà della richiesta, rendendola più cortese.
Si dice "lei vede" o "lei veda"?
Ad ogni modo, considerando anche che sia vede sia veda ricorrono nell'uso formale di parlanti colti, nessuna delle due forme può ritenersi sub-standard. Possono, anzi, reputarsi entrambe standard.
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Come capire se è congiuntivo?
Il modo congiuntivo si usa nelle frasi subordinate (dipendenti dalla principale), introdotto da 'che' o da 'se'. Generalmente si usa dopo i verbi che indicano incertezza (es. credere, sperare, desiderare, temere ecc.) o che indicano l'espressione di un'opinione (pensare, immaginare, ritenere ecc.).
Come si fa a non sbagliare i congiuntivi?
Per non sbagliare il congiuntivo, ricorda di usarlo dopo espressioni di dubbio, desiderio, opinione ("penso che", "credo che", "spero che"), con le congiunzioni subordinanti ("sebbene", "affinché", "a meno che"), dopo il "se" nelle frasi ipotetiche (specie al passato), e con il "lei" di cortesia; la chiave è riconoscere quando manca la certezza e si introduce un'ipotesi o un'opinione, usando il "che" come segnale principale, spiega TikTok @studiofacileconale e YouTube @studiofacileconale.
Come si dice se dovessi o se dovrei?
Per la contemporaneità, possiamo usare l'imperfetto (del congiuntivo o dell'indicativo): Mi domandai se dovessi / dovevo unirmi a loro.
Come si dice vorrei che sia o vorrei che fosse?
Avete detto che i verbi che esprimono un desiderio o una volontà, al condizionale, esigono l'uso del congiuntivo imperfetto. Quindi la frase corretta è: "vorrei che fosse/fosse stato Giovanni a venire con noi".
Perché la frase introdotta da "nonostante" richiede sempre il congiuntivo?
Il confronto tra nonostante e anche se offre l'occasione per una riflessione sui modi indicativo e congiuntivo. Nell'italiano di registro medio-alto, la congiunzione nonostante regge il congiuntivo; l'uso dell'indicativo farebbe cadere il registro a un livello substandard.
"Sono convinto" è congiuntivo o indicativo?
E, invece, "essere sicuri/certi che..." regge l'indicativo? Il congiuntivo non è solo il modo dell'eventualità, ma anche quello della soggettività, pertanto se il verbo reggente non è impersonale è sempre preferibile l'uso del congiuntivo. “Sono convinto (sicuro) che tu sia nel giusto”, “é certo che Paolo ha detto...”.
Quando il congiuntivo è obbligatorio?
Il congiuntivo è obbligatorio nelle frasi introdotte dalle parole o dalle espressioni che seguono: 1. A condizione che, ammesso che, a patto che, casomai, laddove, nell'eventualità che, ove, qualora, purché, sempreché (o sempre che). Introducono una frase che esprime una condizione, un'eventualità.
"penso che" è congiuntivo o indicativo?
Il congiuntivo lo troviamo accompagnato da verbi di opinione, come: penso che, credo che, immagino che, può darsi che, è possibile/probabile che, ecc. ecc.
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