Verbo più difficile da coniugare in italiano?

Domanda di: Danthon Vitali  |  Ultimo aggiornamento: 19 maggio 2026
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I verbi considerati più difficili da coniugare in italiano presentano forti irregolarità, soprattutto nel passato remoto e nel participio passato, o sono difettivi. Tra i più complessi spiccano nuocere (passato remoto: nocqui, participio: nociuto), trarre (trassi, tratto), porre (posi, posto), valere (valsi, valso/valuto), oltre ai difettivi prudere e splendere.

Quali sono i verbi più difficili della lingua italiana?

Verbi "difficili"

  • Affacciare e affacciarsi. ...
  • Aprire, passato remoto: aprii o apersi? ...
  • Benedire, imperfetto: benedicevo o benedivo? ...
  • Convenire, passato remoto: convenne o convenì? ...
  • Coprire, passato remoto: coprii o copersi? ...
  • Dare, passato remoto: diedi o detti? ...
  • Dovere, presente: devo o debbo?

Quale verbo non si può coniugare?

Alcuni verbi come competere, concernere, convergere, dirimere, discernere, esimere, incombere, inerire, soccombere, splendere, transigere non hanno il participio passato, quindi non possono formare i tempi composti. Un povero consunto vestitino di casa (I.

Quali sono i verbi forti in italiano?

Un verbo forte è un verbo che: • è scelto con cura, non si tratta di un verbo abusato o generico (dire, fare, andare): non «Il bambino andava a scuola» ma «Il bambino ciondolava in direzione della scuola»; • mostra invece di dire, cioè è un verbo che crea un'immagine, evitando le combinazioni verbo + avverbio: non «Il ...

Perché non si può dire splenduto?

Il verbo "splendere" fa parte di verbi difettivi, ossia quei verbi che non si possono declinare in tutti i modi, tempi e persone. Detto questo, il participio passato, seppur usato raramente in quanto cacofonico, è "splenduto". "Spleso" e "splento", invece sono strafalcioni.

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