Intervista col Tatuatore, Christopher Dän Geraldino

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Classe 1991, tanti tatuaggi a vista e molte cose da raccontare: Christopher Dän Geraldino è un artista che ho avuto il piacere di incontrare presso l’Essence Academy di Monza, con cui di recente ha iniziato una collaborazione. L’intervista è stata un vero e proprio piacere, nonché una miniera di spunti interessanti su come diventare tatuatori, i benefici derivanti dai corsi di Essence Academy, gli stili più in voga e tanti altri aspetti che, per chi non pratica ancora questa professione, potrebbero passare inosservati. Ecco cosa gli ho chiesto!

Christopher, tu ti definisci un tatuatore di “nuova generazione”. Cosa significa?

La mia politica è completamente diversa da quella dei tatuatori di “vecchia generazione”, che hanno un’impronta stilistica e metodologica ancora molto tradizionale. La nuova generazione di tatuatori utilizza stili, tecniche e tecnologie più nuovi, ma anche l’approccio col cliente è cambiato del tutto. Non sono più tatuatori che rispondono all’immaginario che hanno molti del “tatuatore motociclista e un po’ burbero”.

Che dire invece della clientela, anche quella si è “aggiornata”?

Sì, una volta si tatuava solo qualcuno, oggi invece è alla portata di tutti. La mia clientela in particolare è soprattutto femminile. Ho notato anche tanti giovani che si tatuano non più per trasferire su pelle un significato particolare, ma per puro gusto estetico o per seguire una moda. Il che secondo me non è sbagliato.

Che dire invece dei punti del corpo da tatuare? Le scelte della clientela sono cambiate?
Sì. Una volta i tatuaggi venivano fatti “per sé stessi”, quindi si sceglieva di tatuare prima le parti del corpo nascoste e poi forse quelle più in vista come collo, mani e viso. Oggi invece tanti clienti, soprattutto giovani, si tatuano per farsi vedere dagli altri. Scelgono quindi punti in vista come mani e collo per il primo tatuaggio della loro vita. Questo secondo me è follia.

A proposito di moda, hai notato dei soggetti che vengono richiesti con particolare insistenza e che sono molto in voga?

Certo, al momento vanno di moda per esempio le rose stilizzate, le scritte minimal oppure gli unalome. Forse molte delle ragazze che se lo tatuano non sanno esattamente cosa sia un unalome, ma lo tatuano ugualmente perché esteticamente è bello. Questo però non è da disprezzare, il tatuaggio è una cosa talmente tanto personale, che nessuno lo può giudicare. Quindi se piace a te, tanto basta.

Sono molto d’accordo! Da quanto tempo tatui? E’ sempre stato il lavoro dei tuoi sogni?

Tatuo a livello professionale da 4 anni. Ho cominciato a studiare per diventare tatuatore quando avevo 18 anni, e a 22 ho aperto la partita iva per iniziare a lavorare in uno studio.
Il mondo dei tatuaggi però l’ho conosciuto molto prima: ho avuto il mio primo tatuaggio a 12 anni e già a 18 ne avevo parecchi, forse troppi per la mentalità che c’era quasi 10 anni fa. Da quell’età ho iniziato a pensare che avrebbe potuto essere la mia strada e quindi a chiedermi cosa avrei dovuto fare per diventare un tatuatore. Un mio vantaggio è stato senz’altro l’aver già un talento per il disegno, anche se penso che la tecnica è più importante del talento: uno che studia tanto può arrivare a fare quello che fa una persona portata per il disegno. E’ chiaro che chi oltre alla tecnica ha anche talento, ha una marcia in più!

Pensi che la possibilità di poter partecipare a un corso come quello di Essence Academy, ti avrebbe aiutato nel tuo percorso formativo?

Ho sempre pensato che una scuola che ti insegni questo mestiere al 100% non esista. Anche ora che tatuo da molto tempo, continuo a fare corsi e a partecipare a dei seminari di tatuatori che hanno molta più esperienza di me. Un corso può insegnarti cose fondamentali come il modo giusto per montare una macchinetta, per trasferire un disegno dalla carta alla pelle senza danneggiarla, ma molti aspetti pratici di questa professione, anche se spiegati, vanno necessariamente provati e imparati con l’esperienza.
Il corso di Essence Academy è fondamentale per avvicinarsi a questa professione ed è il più all’avanguardia che ci sia al momento. Prima ancora di essere bravo a fare un tatuaggio, è fondamentale la pulizia, l’igiene, conoscere gli strumenti, saper rispettare le norme che servono a evitare problemi. Il corso serve per questo.

E dopo il corso, cosa bisogna fare?
Il tatuatore è una combinazione di elementi. Devi essere bravo a fare i tatuaggi, devi continuare a studiare, fare pratica e allenarti, devi coltivare un buon carattere e una personalità che attiri i clienti.
Anche oggi, io stesso non mi sento d’essere arrivato: anche se vengo invitato come guest in molti dei più noti Tattoo Studio italiani, mi confronto con altri tatuatori, magari anche più giovani, ma con punti di vista diversi.
Un’altra cosa che bisogna imparare, è sapersi promuovere, essere imprenditori di sé stessi.

In merito alla promozione di sé stessi, possiamo dire che i Social giocano un ruolo molto importante. Giusto?

Guarda se fosse per me, darei subito un bacio a Zuckerberg (ride)! Nei primi 3 anni della mia attività, Facebook era la mia principale fonte di clienti.
I social sono strumenti facili e gratuiti, quindi ottimi per promuoversi. Da Agosto scorso utilizzo anche Instagram e in meno di un anno ho raggiunto circa 14 mila followers, ma non solo per i tatuaggi che realizzo. Oltre ai tatuaggi, al cliente piace vedere anche cosa faccio nella mia vita privata, vogliono conoscermi meglio, sapere come parlo e che personalità ho.
Questo credo sia determinante perché un cliente scelga me per un tatuaggio commerciale e non qualcun altro.

Rispetto ad alcuni anni fa, il mestiere del tatuatore è più accessibile e accettato. Questo ha comportato una crescita enorme nel numero di tatuatori e una saturazione del mercato. E’ una cosa positiva o negativa secondo te?

In realtà, a me questa situazione fa soltanto lavorare di più. Ti spiego perché. Quando un mercato si satura, la qualità si abbassa e i prezzi scendono. E un tatuaggio economico, non è mai di qualità. Il 50% del mio lavoro consiste nel “sistemare” tatuaggi realizzati da qualcun altro con dei cover up o degli aggiustamenti.

Prima hai detto che realizzi tatuaggi commerciali, vale a dire tatuaggi che sono molto richiesti perché di moda in quel momento. Questo creativamente parlando, non ti annoia?

Ho dei clienti che si affidano a me per delle personalizzazioni e anche un disegno molto di moda come un tatuaggio Unalome o una scritta, può essere personalizzato. In generale non mi annoia realizzare tatuaggi commerciali perché anche la scritta più semplice e minimal, che forse è banale agli occhi di qualcuno, se è realizzata bene e portata a un livello di perfezione, smette di essere banale.

In conclusione, un percorso formativo come quello offerto da Essence Academy è necessario per diventare un tatuatore bravo, capace e professionale! Scopri tutto il necessario sui corsi sul sito ufficiale dell’Accademia.

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