La perdita dei denti in età avanzata non è una conseguenza inevitabile dell'invecchiamento, ma spesso il risultato di malattie parodontali o carie non curate. Sebbene possa accadere tra i 40 e i 60 anni, il rischio aumenta significativamente dopo la terza età, con circa il 20% degli over 65 e il 50% degli ultraottantenni che soffrono di edentulia.
A differenza dei bambini, per i quali la perdita dei denti significa la sostituzione con altri più grandi e forti, gli anziani perdono uno o più denti a causa della sopraggiunta fragilità dentinale e gengivale, che rende molto più facile la rottura e la caduta.
Di norma i denti da latte (o decidui) iniziano a cadere intorno ai 6 anni d'età e vengono via via rimpiazzati dai denti permanenti. Talvolta, però, succede che al di sotto di alcuni denti da latte non ci siano i rispettivi sostituti definitivi.
I denti si perdono a causa di malattie come carie o parodontite. L'età in sé non provoca la caduta dentale. Qual è la principale causa di perdita dei denti negli anziani? La parodontite, cioè la malattia gengivale che danneggia l'osso di sostegno dei denti, se non trattata.
A che età si perdono i denti: L'incidenza della parodontite
La probabilità di sviluppare parodontite, infatti, aumenta dopo i 30 anni con un picco di nuovi casi nella fascia di età compresa tra i 35 e i 40 anni.