Hegel ritiene che la verità non consista in una constatazione parziale delle cose, ma nella visione completa e globale di esse. Un singolo aspetto non ci potrà mai fornire la realtà nella sua interezza e perciò non ci conduce alla verità. La verità coincide quindi con l'intero.
La verità non è per Hegel un dato, un fatto o qualcosa di statico, ma un processo costantemente in divenire, lo spirito (umano) è, in effetti, storico. La verità è, dunque, il processo del suo svolgimento e il risultato che ne consegue. Il vero è, infatti, l'intero, la totalità.
Secondo Hegel la libertà individuale non esiste e tutto è determinato nello Spirito e dallo Spirito, che è anche Ragione, Essere e Idea e, insieme, il Dio di Platone, quello di Plotino, di Proclo e di Spinoza, panteistico e panenteistico. Il Dio di Hegel è necessità assoluta che si fa identità assoluta.
Che cosa intende Hegel affermando che il vero è l'intero?
Il vero è l'intero. Ma l'intero è soltanto l'essenza che si completa mediante il suo sviluppo. Dell'Assoluto si deve dire che esso è essenzialmente Risultato, che solo alla fine è ciò che è in verità; e proprio in ciò consiste la sua natura, nell'essere effettualità, soggetto, o svolgimento di se stesso.
I tre concetti chiave del sistema Hegeiano sono: la convinzione della razionalità del reale, l'idea di verità che coincide con l'intero e la concezione dialettica della realtà e del pensiero. Secondo Hegel tutta la realtà coincide con il dispiegarsi progressivo di un principio razionale che è l'idea di assoluto.