Domanda di: Sig. Domingo Martinelli | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.5/5
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Enea è il pius per eccellenza, cioè l'uomo rispettoso del volere divino e dei vincoli che ne derivano verso la Patria e la famiglia. Onora Troia, le sue leggi, gli interessi del suo Stato, di fronte ai quali l'individuo, come tale, passa in secondo piano, dando a queste la priorità assoluta.
Proprio per questo Enea è un personaggio chiave nella visione politica di Dante, che riteneva l'impero romano modello di monarchia universale voluto da Dio per uniformare tutto il mondo alle sue leggi e consentire la venuta di Cristo.
L'Eneide ci insegna a reagire di fronte alle difficoltà. Resistere non richiede alcuna dote, a parte appunto la capacità di resistenza, l'essere abbastanza forti per stringere i denti e sperare che tutto passi.
Nei poemi di Omero, Enea è presentato sempre come un guerriero leale e coraggioso. In quei racconti in cui si parla dell'eroe troiano come fondatore di città, da figura di secondo piano iniziale, egli acquista la funzione di protagonista nonché portatore delle virtù romane originarie.
Enea rappresenta anche un nuovo tipo di eroe: egli opera diverse scelte, grazie alle quali si trasforma dall'antico eroe che lotta in armi anche di fronte ad un inevitabile scacco, al "nuovo" eroe che sceglie la fuga, senza più sentirla come una viltà, ma come una dolorosa necessità imposta dal Fato.