La composizione del Requiem di Mozart (K 626) è circondata da leggende legate alla sua morte improvvisa nel 1791. Commissionato anonimamente dal Conte Walsegg-Stuppach, l'opera fu percepita da un Mozart malato come un presagio della propria fine, lasciandola incompiuta (completata poi da Franz Xaver Süssmayr). La morte, avvenuta a 35 anni per "febbre miliare acuta", ha alimentato miti su presunti avvelenamenti, sebbene le cronache indichino cause naturali.
Il Requiem, nella sua forma finale, è un'opera carica di emozione, un canto che parla di giudizio, redenzione e paura di fronte alla morte. Nonostante la sua incompletezza, il Requiem è un capolavoro che riflette l'animo di un uomo in lotta con la propria mortalità.
Perché il requiem di Mozart è avvolto nel mistero?
Il mistero del Requiem di Mozart deriva dal fatto che rimase incompiuto alla sua morte, commissionato da un misterioso emissario (il Conte von Walsegg) che voleva far passare l'opera per sua, e dalle leggende che circondano gli ultimi giorni del compositore, in cui Mozart stesso sembrava prefigurare la propria morte, con un tono drammatico e introspettivo che lo distingue dalle opere precedenti.
per indicare la preghiera d'invocazione per i defunti (derivata dal IV Esdra) che comincia con tali parole; la messa da requiem è la messa per i defunti, così chiamata dalla prima parola del suo introito. In musica, per requiem si intende la composizione musicale dalla quale tale messa è accompagnata.
Il requiem è una messa secondo il rito liturgico della Chiesa cattolica eseguita e celebrata in memoria del defunto. Viene celebrata come servizio funebre, in particolare nel caso di funerali solenni, e nel giorno dei defunti, che vengono commemorati il 2 novembre.