Domanda di: Ing. Vania Mazza | Ultimo aggiornamento: 18 novembre 2023 Valutazione: 4.8/5
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Kant distingue i principi pratici che regolano la nostra volontà in massime e imperativi. La massima è una prescrizione di valore puramente soggettivo (vendicarsi o svegliarsi presto). L'imperativo è una prescrizione di valore oggettivo, ossia valida per chiunque.
Nell'ambito del comportamento, Kant pone la differenza tra le massime e gli imperativi morali. Per massima si intende un comportamento che ha un valore solo ed unicamente soggettivo, quindi sono regole con un valore individuale: es. io vado a correre il lunedì, il mercoledì e la domenica.
Kant, viceversa, considera il giusto essere antecedente al buono come importanza assoluta; infatti sostiene che il buono raggiunto ha una irrilevanza morale. La giusta moralità non può essere determinata con riferimento a niente di empirico o sensuale; si può determinare solo a priori, con ragion pratica pura.
Quali sono le tre formule dell imperativo categorico?
Le tre formule dell'imperativo categorico
Ora "agire razionalmente" significa essenzialmente tre cose: agire universalmente, considerare ogni uomo come essere razionale, considerare la ragione come fonte della legge.
Le etiche classiche avevano fatto riferimento a «tutte» le questioni della «vita buona»; l'etica di Kant fa ormai riferimento unicamente ai problemi dell'agire giusto o equo. I giudizi morali chiariscono come i conflitti d'azione possano essere risolti sulla base di un accordo razionalmente motivato.