La "Sindrome di Penelope" non è una malattia medica riconosciuta, ma un'espressione metaforica derivata dall'Odissea di Omero. Indica una situazione lavorativa o personale, spesso frustrante, che viene costruita di giorno e disfatta di notte, simboleggiando un impegno infinito, vano o che non raggiunge mai una conclusione definitiva.
L'unica soluzione per questo disordine è una cura psicologica, centrata non solo sulla persona che ne è affetta, ma anche sul partner e sulla sua famiglia.
«La Sindrome di Ulisse» è la sindrome del migrante con stress cronico e multiplo. In altre parole, è quando i problemi che i migranti vivono sono tanti, si moltiplicano e, in più, hanno una lunga durata. Questa sindrome è stata descritta dal Dr. Joseba Achotegui, che lavora da tanti anni con dei migranti in Spagna.
Omero racconta che la regina, pur disperandosi e soffrendo per la lontananza di Odisseo, riesce a non cedere alle pressioni dei pretendenti che affollano il palazzo nel tentativo certo di riuscire a convincerla a sposare uno di loro. Penelope escogita il famoso trucco del telo che cuce di giorno e disfa di notte.