Domanda di: Prisca De Santis | Ultimo aggiornamento: 16 novembre 2023 Valutazione: 4.9/5
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Fedro si distingue da Esopo principalmente perché utilizza la forma poetica e come metro il senario giambico, utile per rendere la rapidità e la spontaneità del dialogo. Altra differenza è la presenza in Fedro non solo di animali, ma anche di personaggi storici famosi, come il generale Pompeo e l'imperatore Tiberio.
La morale della favola è fin troppo evidente: è dedicata a chi usa minimizzare le proprie incapacità e – invece di impegnarsi – lascia le cose come stanno pensando che non serva dedicarsi ad un miglioramento personale.
Favolista greco, di lui si sono conservate circa 400 narrazioni appartenenti a questo genere letterario. Presso i Romani la favola esopica, volgarizzata e accresciuta da Fedro, servì ad usi scolastici, come poi la raccolta di Aviano fra il 4° e il 5° sec.
Al racconto segue la massima finale (probabilmente, come si è detto, un'aggiunta successiva), che dichiara il contenuto morale della vicenda: "La favola insegna che non si deve essere trascurati in nessun affare, per non soffrire e non trovarsi nei pericoli".
Esòpo (in greco antico: Αἴσωπος, Áisōpos; Menebria, 620 a.C. circa – Delfi, 564 a.C.) è stato uno scrittore greco antico, contemporaneo di Creso e Pisistrato (VI secolo a.C.), noto per le sue favole.