Che diritti ha la badante dopo la morte dell'assistito?
Domanda di: Luce Pagano | Ultimo aggiornamento: 2 luglio 2026 Valutazione: 4.1/5
(9 voti)
Dopo la morte dell'assistito, il contratto di lavoro della badante cessa per il venir meno dell'oggetto della prestazione. Essa ha diritto alla liquidazione delle competenze (stipendio, TFR, ferie, tredicesima) e, se convivente, a un breve preavviso per lasciare l'abitazione, oltre all'indennità di disoccupazione (NASpI) in presenza dei requisiti.
Cosa deve fare la badante quando muore l'assistito?
Quando l'assistito dalla badante viene a mancare, il rapporto di lavoro domestico si estingue automaticamente. Gli eredi del defunto hanno l'obbligo di adempiere a tutte le spettanze maturate dalla lavoratrice fino a quel momento.
E' la stessa contrattazione collettiva (art 37 commi 8 e 9 CCNL Colf badanti) a prevedere esplicitamente che delle rivendicazioni derivanti dalla prestazione lavorativa del lavoratore domestico i familiari conviventi con il parente defunto ne siano tenuti in solido al pagamento.
Alla badante licenziata per decesso dell'anziano che assisteva gli eredi dovranno pagare: la quota parte dell'ultimo stipendio relativo al mese in cui è deceduto l'assistito. La retribuzione andrà proporzionata sulla scorta dei giorni lavorati.
Una volta soddisfatti i suoi diritti, la badante deve lasciare libera l'abitazione: nel caso in cui la dovesse continuare ad occupare a seguito della morte della persona assistita, può essere accusata del reato di invasione di edificio. A stabilirlo è stata la sentenza n. 36546/2015 della Corte di Cassazione.