Che significa il 17 tatuato?
Domanda di: Sig.ra Matilde Caputo | Ultimo aggiornamento: 16 marzo 2026Valutazione: 5/5 (70 voti)
Il tatuaggio con il numero 17 è spesso legato a un significato personale o affettivo, come nel caso dei rapper Emis Killa e Jake La Furia che lo hanno scelto per rappresentare i propri figli nati in quel giorno. In Italia, il 17 è comunemente associato alla sfortuna per l'anagramma del numero romano XVII con VIXI ("sono vissuto", quindi "sono morto").
Che simbolo ha il numero 17?
Secondo un'antica credenza popolare il 17 simboleggia anche l'arrivo di eventi funesti. Ma com'è nata questa superstizione che ha portato questo numero a essere considerato portatore di sfortuna? L'ipotesi forse più rispondente alla realtà si può far risalire al tempo dell'antica Roma.
Quali sono i tatuaggi proibiti?
I tatuaggi proibiti si riferiscono principalmente a quelli non visibili con l'uniforme (viso, collo, testa, mani, braccia, gambe) e quelli con contenuti osceni, razzisti, discriminatori, sessuali o offensivi per le istituzioni, specialmente per le Forze Armate e di Polizia, ma anche quelli <<<>>><<<>>><<<>>>colorati con pigmenti vietati dall'UE (blu e verde con isopropanolo) o che incitano alla violenza o all'odio, come i simboli politici illegali. Esistono poi i tatuaggi criminali "tabù" (come lacrime o punti) e quelli irrispettosi per certe culture.
Che cosa simboleggia il 17?
Il numero 17 ha simbologia contrastante: in Italia e in alcune culture è associato alla sfortuna, derivante dall'anagramma latino "VIXI" (vissi/sono morto) di XVII, spesso usato sulle tombe romane, e dalla disfatta delle legioni romane; in altre tradizioni, come la Cabala, è considerato portatore di buona sorte, rappresentando la parola "tov" (buono), mentre nella numerologia può indicare crescita spirituale e bilanciamento.
Cosa significa il numero 17 nella Bibbia?
Nella Bibbia, il numero 17 ha significati diversi: è associato alla santificazione e al compimento del piano divino (come nel caso di Giuseppe a 17 anni), ma anche agli eventi catastrofici (il diluvio universale iniziò il 17° giorno del secondo mese in Genesi 7:11) e, nella tradizione ebraica, può collegarsi alla creazione, ma è più noto nella superstizione popolare italiana per l'anagramma romano XVII (VIXI - "vissi, sono morto") che lo lega alla sfortuna, sebbene la Kabbalah lo consideri propizio.
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