Domanda di: Ing. Rufo Marini | Ultimo aggiornamento: 2 dicembre 2023 Valutazione: 4.1/5
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Il narratore esterno (chiamato nel termine tecnico narratore “eterodiegetico”) è pura voce narrante che non partecipa in alcun modo agli eventi e riferisce fatti, pensieri, e parole dei personaggi esprimendosi esclusivamente in terza persona singolare.
Vi sono due possibilità fondamentali: il narratore è interno alla vicenda narrata, ne è partecipe o almeno testimone. In questo caso si parla di narratore omodiegetico (è il caso di Alla ricerca del tempo perduto). Se invece il narratore si colloca al di fuori della storia narrata, si parla di narratore eterodiegetico.
Il narratore esterno può essere palese o nascosto. Palese= racconta i fatti in terza persona, ma a volte interviene, narrando in prima persona. Nascosto= racconta solo in terza persona e non da interpretazioni soggettive. In alcuni testi ci possono essere anche più narratori (di primo grado, di secondo grado, ecc...).
Si possono distinguere: il narratore esterno, che racconta, in genere in terza persona, eventi a cui non ha preso parte (come avviene, ad esempio, nel romanzo de I Promessi sposi di Alessandro Manzoni); il narratore interno, che racconta in prima persona gli eventi di cui è stato protagonista o testimone.
Quali sono le caratteristiche del narratore Autodiegetico?
Autodiegetico (dal greco autòs, “medesimo” diegésis “narrazione) Termine della narratologia usato per indicare un narratore che sia il protagonista della storia da lui stesso raccontata. E' il caso della Divina Commedia ,dove a narrare i fatti è Dante stesso.