Chi disse il filosofo deve restare solitario perché lo è nella sua essenza?
Domanda di: Ing. Maika Serra | Ultimo aggiornamento: 21 aprile 2026 Valutazione: 4.3/5
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La frase «Il filosofo deve restare solitario, perché lo è nella sua essenza» è stata scritta dal filosofo tedesco Martin Heidegger. Il concetto è espresso nell'opera L'essenza della verità. Sul mito della caverna e sul «Teeteto» di Platone (1931-32), in cui Heidegger spiega che tale solitudine non è una scelta esteriore, ma una condizione essenziale dell'essere del filosofo.
Qual è il pensiero filosofico di Martin Heidegger?
Il pensiero di Martin Heidegger si concentra sulla "questione dell'essere" (Sein), criticando la metafisica occidentale che l'ha dimenticata, e analizza l'esistenza umana (Dasein) attraverso concetti come l'essere-nel-mondo, l'essere-per-la-morte e la distinzione tra esistenza autentica e inautentica, arrivando a criticare la tecnologia moderna che sradica l'uomo dalla sua essenza, chiamando a un "pensiero poetico" capace di ascoltare la voce dell'essere attraverso il linguaggio e la poesia.
Si potrebbe affermare che Kierkegaard sia il filosofo della solitudine in quanto riteneva che non potessero esistere due singoli perfettamente identici, giungendo così alla conseguenza che ogni uomo, in quanto mai uguale ad un altro, si ritrovi necessariamente solo con se stesso.
“Io sono la solitudine”: una guida per combattere la solitudine negli anziani. «Chi è felice nella solitudine, o è una bestia selvaggia o un dio» diceva Aristotele.