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Chi paga il contributo ambientale?
Il Contributo Ambientale CONAI rappresenta la forma di finanziamento attraverso la quale CONAI ripartisce tra produttori e utilizzatori il costo per gli oneri della raccolta differenziata, per il riciclaggio e per il recupero dei rifiuti di imballaggi.
Quando si deve pagare il CONAI?
Tutte le Dichiarazioni periodiche vanno effettuate entro il 20 del mese successivo al periodo di riferimento. La periodicità potrà essere annuale, trimestrale o mensile in funzione dell'ammontare del Contributo Ambientale complessivamente dichiarato, per materiale, nell'anno precedente.
Cosa vuol dire contributo CONAI assolto ove dovuto?
Conai precisa e indica che di regola si può utilizzare la dicitura “contributo ambientale Conai assolto”, con la quale si attesta che gli imballaggi ceduti sono stati regolarmente assoggettati al contributo Conai in una fase precedente al trasferimento stesso.
Su cosa si paga il contributo CONAI?
Il Contributo Ambientale CONAI rappresenta la forma di finanziamento attraverso la quale CONAI ripartisce tra produttori e utilizzatori il costo per gli oneri della raccolta differenziata, per il riciclaggio e per il recupero dei rifiuti di imballaggi. Tali costi, sulla base di quanto previsto dal D. lgs.
Su cosa si applica il CONAI?
CONAI indirizza l'attività e garantisce i risultati di recupero di 7 Consorzi dei materiali: acciaio (Ricrea), alluminio (Cial), carta/cartone (Comieco), legno (Rilegno), plastica (Corepla), bioplastica (Biorepack), vetro (Coreve), garantendo il necessario raccordo tra questi e la Pubblica Amministrazione.
Come esporre CONAI in fattura?
Durante la creazione della fattura, nella sezione Lista articoli inserisci il prodotto soggetto a contributo Conai. Sulla riga del prodotto clicca Aggiungi attributi avanzati. Inserisci: al punto 2.2.1.16.1 - TipoDato inserisci la dicitura INFO.
Cos'è il plafond CONAI?
Il plafond, espresso in percentuale per ogni materiale, determina la diminuzione (nella stessa percentuale) del Contributo Ambientale che verrà applicato dai fornitori dell'esportatore.
Come cancellarsi dal CONAI?
La richiesta deve pervenire a CONAI a mezzo PEC (variazioni. conai@ legalmail.it) o per posta raccomandata A.R.
Come si fa la dichiarazione CONAI?
Il modulo deve essere inviato esclusivamente tramite il servizio "Dichiarazioni on line", fruibile direttamente all'indirizzo https://dichiarazioni.conai.org, oppure dall'home page del sito www.conai.org.
Cosa è considerato imballaggio?
Viene universalmente considerato imballaggio qualsiasi materiale o confezione che abbia il fine di proteggere e salvaguardare una merce, che si tratti di una materia prima, o di un prodotto finito.
Cos'è la dichiarazione CONAI?
Il CONAI fornisce l'importo dei contributi in euro per tonnellata, informazione che devi annotare in fattura insieme al peso degli imballaggi. Nel caso in cui la quantità dei prodotti sia espressa in un'unità non facilmente riconvertibile dalle tonnellate, devi indicare un secondo valore a questo scopo.
Come deve essere indicato il contributo ambientale CONAI nelle fatture di prima cessione degli imballaggi vuoti?
Nelle fatture successive alla prima cessione, l'utilizzatore potrà dunque limitarsi a riportare la dicitura Contributo Ambientale CONAI assolto. Durante la creazione della fattura, nella sezione Lista articoli inserisci il prodotto soggetto a contributo Conai.
Come calcolare CONAI legno?
Valore del contributo CONAI per tipo di materiale 15 euro/tonnellata per l'alluminio. 55 euro/tonnellata e 25 euro/tonnellata per la carta. 9 euro/tonnellata per il legno. 150 euro/tonnellata fino a 660 euro/tonnellata per la plastica.
Quante volte si paga il CONAI?
La periodicità potrà essere annuale, trimestrale o mensile in funzione dell'ammontare del Contributo Ambientale complessivamente dichiarato, per materiale, nell'anno precedente.
Cosa bisogna scrivere nella fattura?
Il numero di partita IVA del cedente o prestatore. I dati del tuo cliente, come ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, e indirizzo. Il numero di partita IVA del cessionario o committente. La descrizione, la quantità e i prezzi dei prodotti e dei servizi oggetto della transazione.
Cosa deve esserci in fattura?
I tuoi dati, come nome della ditta o denominazione o ragione sociale, indirizzo e numero della partita IVA. I dati del tuo cliente, come ditta o denominazione o ragione sociale, nome e cognome e indirizzo, eventualmente numero della partita IVA. La descrizione dell'offerta in termini di natura, quantità, e prezzo.
Quali sono i due tipi fondamentali di fattura?
Esistono due tipi di fattura: "fattura immediata" e "fattura differita" (utilizzabile solo per la cessione di merci). La fattura immediata deve essere emessa contestualmente alla consegna del bene o erogazione del servizio.
Quando non è obbligatoria l'emissione della fattura?
Sono esonerati dall'emissione della fattura elettronica solo gli operatori (imprese e lavoratori autonomi) che rientrano nel cosiddetto “regime di vantaggio” (di cui all'art. 27, commi 1 e 2, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n.