Chi fa da sé fa per tre accenti?

Domanda di: Fulvio Cattaneo  |  Ultimo aggiornamento: 6 febbraio 2026
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Nel proverbio "Chi fa da sé, fa per tre" gli accenti giusti sono su sé (pronome riflessivo) e tre (numero), quindi si scrive "Chi fa da sé fa per tre", significando che fare le cose da soli può portare a risultati equivalenti a quelli che si otterrebbero lavorando per tre persone, grazie alla maggiore autonomia e produttività, anche se a volte il numero "tre" indica che si lavora per sé più due sfaticati, ma la versione comune è quella che l'individuo si rende produttivo per tre.

Chi fa da sé fa per tre accenti?

A questo proposito, la norma si limita a dire che sé richiede l'accento quando è pronome riflessivo (Chi fa da sé fa per tre), per evitare equivoci con il se usato come congiunzione (Non domandare all'oste se ha buon vino): un normale caso di accento diacritico su un monosillabo, dunque.

Cosa vuol dire Chi fa da sé fa per tre?

Stiamo parlando di una frase che ci invita a tirare fuori le mani dalla manica e a fare le cose da soli. Anche se può sembrare un po' più lungo e impegnativo, c'è qualcosa di speciale nel fare le cose a modo tuo, con tutta la libertà di scelta che comporta.

Fa da sé o fa da sé?

La forma corretta è sempre “sé” con l'accento acuto. La confusione può derivare dalla somiglianza con altre parole italiane che usano l'accento grave, ma nel caso del pronome riflessivo tonico, solo l'accento acuto è corretto.

Come si scrive chi fa per sé fa per tre?

Si apre con il pezzo a quattro mani di Paolo Rondinelli e Antonio Vinciguerra (Chi fa da sé fa per tre) che ci mostrerà, a cavallo fra lingua e dialetti, come anche i proverbi diano i numeri e come essi siano espressione non solo di saggezza, ma anche di ambiguità e pregiudizi.

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