Istituzione fascista per l'assistenza e l'educazione fisica e morale dei giovani; raccoglieva i ragazzi dagli 8 ai 14 anni (detti Balilla), i giovani dai 14 anni compiuti ai 18 (gli Avanguardisti
Avanguardisti
Durante il regime fascista, il giovane dai 14 ai 18 anni (dal 1943 ai 17 anni) inquadrato nelle organizzazioni giovanili, dell'Opera nazionale balilla prima, della Gioventù italiana del Littorio poi.
Il 5 dicembre, infatti, nel quartiere genovese di Portoria, un ragazzino di 11 anni, chiamato da tutti “balilla”, stufo del comando austriaco, scagliò un sasso contro l'esercito oltralpe, al grido di “che l'inse?” (ovvero “che cominci?”), e dando così vita ad una rivolta popolare che terminerà 5 giorni dopo quando l' ...
decr. 14 settembre 1929). A partire dal 1937 venne assorbita dalla Gioventù italiana del littorio. Il termine "Balilla" fu ispirato dalla vicenda del giovane Giovan Battista Perasso che nel 1746 incitò alla rivolta i genovesi durante la breve occupazione asburgica della città ligure.
L' Opera Nazionale Balilla (ONB), istituita nel 1926, inquadrava, attraverso una rigida educazione fascista, i giovani sino ai diciotto anni: dagli otto anni ai quattordici gli iscritti prendevano il nome di “balilla”, dai quindici ai diciotto quello di “avanguardista”.
Così con la legge del 03.04.1926 n. 2247 nacque l'Opera Nazionale Balilla, che Ricci diresse fino al 1937 (vedi foto n. 1). Fecero parte i giovani dai 6 ai 18 anni, così suddivisi: dai 6 ai 8 anni i figli della lupa, dai 8 ai 14 anni i balilla, dai 14 ai 18 anni gli avanguardisti.