In base alle attuali normative, chi ha avuto contatti stretti con un positivo al COVID-19 non deve più fare la quarantena automatica o l'isolamento fiduciario. Si applica invece un regime di autosorveglianza per 5 giorni, durante il quale è consigliato l'uso di mascherine FFP2 al chiuso o in presenza di persone fragili, prestando attenzione all'eventuale comparsa di sintomi.
Cosa fare se si viene a contatto con un positivo Covid?
Rimanere a casa fino al termine dei sintomi, laddove presenti. Indossare una mascherina, preferibilmente FFP2, se si entra a contatto con altre persone. Prestare particolare attenzione all'igiene delle mani, lavandole bene con acqua e sapone o utilizzando apposite soluzioni igienizzanti. Evitare ambienti affollati.
Se il tampone antigenico o molecolare è positivo e compaiono sintomi evidenti (febbre, tosse, dolori muscolari, difficoltà respiratoria), viene raccomandato un periodo di isolamento di almeno 5 giorni. La finalità è duplice: proteggere i fragili e favorire il recupero completo.
In generale, si può affermare che un positivo può disperdere tracce genetiche del virus per settimane ma la finestra più pericolosa di contagiosità si verifica nei giorni appena prima della comparsa dei sintomi e nei cinque giorni sucessivi al massimo.
Quando fare il tampone se si è stati a contatto con positivo?
Ma allora quanto bisogna attendere, dopo essere stato a contatto con un positivo, per fare il tampone? Che si tratti di un tampone antigenico o molecolare, è inutile correre a fare il test nei primi due giorni dal contatto “sospetto”. Dal terzo giorno il virus diventa rilevabile dai tamponi molecolari.