La precedenza agli sportelli CUP è generalmente garantita per legge o cortesia a persone con disabilità (art. 3 Legge 104), invalidi al 100%, donne in stato di gravidanza, e talvolta anziani o chi accompagna bambini piccoli. Spesso è richiesto di esibire la documentazione attestante la condizione.
Questo perché il sistema giuridico italiano, allineandosi alla Convenzione ONU - ratificata in Italia con la legge 3 marzo 2009, n. 18 - riconosce il diritto di chi soffre una condizione grave di disabilità ai sensi dell'art. 3 della legge 104 a non essere penalizzato da lunghe attese.
Cosa cambia il 1 gennaio 2025 con la riforma disabilità?
Dal 1° gennaio 2025, la riforma della disabilità in Italia segna l'inizio di una fase sperimentale per semplificare l'accertamento dell'invalidità, affidandola interamente all'INPS e introducendo un nuovo certificato medico introduttivo digitale in alcune province, mentre si adotta una nuova definizione di disabilità basata sull'interazione con le barriere sociali. Si introducono quattro livelli di sostegno, si eliminano i verbali di rivedibilità per molte patologie e si cambia il linguaggio, sostituendo "handicap" con "condizione di disabilità".
Anche in questo caso, l'assistito può rivolgersi al Direttore dell'Asl per richiedere lo sblocco delle liste e l'applicazione della sanzione oppure che la prestazione venga fornita privatamente senza costi aggiuntivi.
I significati di "priorità 1, 2, 3" variano molto a seconda del contesto, ma generalmente indicano un ordine di importanza: la priorità 1 è la più alta/immediata (emergenza, massima urgenza), la priorità 2 è la successiva (alta urgenza/breve termine), e la priorità 3 è di livello inferiore (urgenza differibile/programmata), come visto nei codici di pronto soccorso (rosso/arancione/azzurro) o nelle iscrizioni scolastiche, dove rappresentano criteri di precedenza per l'ammissione.