Le ferie sono sempre pagate dal datore di lavoro, non dall'Inps. Quando il lavoratore è in ferie, riceve la normale retribuzione in busta paga, poiché si tratta di un diritto retribuito durante il quale il rapporto di lavoro prosegue. Il datore di lavoro deve anche versare i contributi Inps sulle ferie non godute entro 18 mesi dalla maturazione.
Aspetti contributivi e scadenze 2025. Dal punto di vista contributivo, i datori di lavoro devono versare contributi all'INPS anche sulle ferie maturate e non godute. indipendentemente dal fatto che siano già state monetizzate.
Per questi motivi, le norme sono molto stringenti e impongono ai datori di lavoro di retribuire le ferie (ferie pagate). Tuttavia, come titolare d'azienda, hai la facoltà di decidere i periodi dell'anno in cui i dipendenti possono richiedere e ottenere le ferie, sempre tenendo presente le esigenze dei lavoratori.
Le ferie non godute rappresentano un costo aggiuntivo per l'azienda, perché si trasformano in un debito verso il dipendente. È quindi importante monitorare attentamente la loro gestione per evitare impatti negativi sul bilancio aziendale.
Il datore di lavoro è tenuto al pagamento in busta paga dei ROL non goduti dal lavoratore, se non goduti entro i termini previsti dal CCNL di riferimento. Questi termini sono solitamente di 12 o 24 mesi, trascorsi i quali i permessi non goduti non vengono persi ma liquidati in busta paga.