Domanda di: Dott. Harry Messina | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.2/5
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l'emittente può ordinare alla banca di non effettuare più il pagamento (bloccando l'assegno); il beneficiario non ha più diritto ad attivare le misure che la legge prevede a sua tutela (come il protesto); se il traente non blocca l'assegno il beneficiario può comunque incassarlo.
Come si annulla un assegno? Se vogliamo bloccare il pagamento di un assegno, che sia il classico assegno o un assegno circolare, occorre avvertite immediatamente il proprio istituto bancario o postale, telefonicamente o recandosi di persona. L'addetto ci chiederà alcuni dati e procederà a bloccare il pagamento.
Per evitare di subire il protesto, un “trucchetto” consentito dalla legge consiste nell'apporre sull'assegno, al momento dello scambio del titolo tra creditore e debitore, la dicitura “senza spese” o “senza protesto”.
Riassunto: Il protesto di un assegno è il procedimento tramite il quale un notaio, un ufficiale giudiziario o un segretario comunale dichiarano pubblicamente il mancato pagamento di una somma indicata in un assegno presentato all'incasso in tempo utile.
Quanto tempo ho per pagare un assegno prima di essere protestato?
Coloro i quali emettono un titolo di credito che viene protestato, devono iscriversi presso la CAI. Il debitore che ha emesso il titolo protestato viene avvisato della procedura e gli viene concesso un termine di 60 giorni per effettuare il pagamento.