Secondo le regole del Galateo, invece, in caso di firma di coniugi, è bene che firmi prima la moglie e poi il marito. Il solo nome, senza il cognome, si può usare solo in caso di saluti informali, lettere, mail personali, biglietti di auguri.
Nel caso di una coppia, il nome di lei precederà sempre quello di lui: si scriverà, pertanto, “Maria e Mario Rossi”, mai viceversa. Da non dimenticare, infine, la data in alto a sinistra (sopra i saluti) e, ovviamente, il francobollo.
Se a firmare sono i coniugi la galanteria prima di tutto: l'étiquette prevede che firmi prima la moglie e poi il marito. Nome e cognome sono necessari solo se si firmano documenti ufficiali o mail in base al tipo di rapporto che si ha con il destinatario (meno si conosce il destinatario, più formale sarà il saluto).
L'unica regola che deve rispettare una sottoscrizione è infatti quella di essere “redatta di proprio pugno, con la funzione di certificare l'attribuibilità del documento a colui che l'ha firmato”. L'importante è che sia quindi riconducibile e attribuibile al firmatario.
E giungiamo alla firma. Nella lettera personale, nella corrispondenza privata, firma in basso a destra. In quella d'ufficio, il titolare della carica accompagna sempre la propria firma con l'indicazione a stampa di titoli e generalità. Si può scegliere di firmare sotto o sopra il nome.