L'impasto viene inserito nella cassa di afflusso, per poi essere distribuito sulla tela di formazione. La tela di formazione è costituita da una rete metallica che permette il gocciolamento e quindi la perdita d'acqua.
Il legno viene scortecciato e ridotto in piccoli pezzi, detti chip. Aggiungendo acqua, grazie a processi meccanici o chimici, la lignina viene sfibrata (fase di pulping) producendo così una polpa di fibre di cellulosa. Le fibre sono sottoposte a vagliatura e pulitura e, infine, mischiate con acqua.
La macchina continua è un impianto di dimensioni davvero imponenti ed è formata da più parti che lavorano in modo continuo e senza interruzione ad una velocità di circa 100 km/h.
I tronchi vengono ridotti in pezzettini (i cosiddetti chips), per poi essere bolliti, per sciogliere le fibre di cellulosa. Si ottiene così una pasta di cellulosa raffinata, la quale viene prima stesa, poi asciugata, calandrata, quindi pressata e arrotolata in grandi bobine.
Come veniva fatta la carta prima della macchina continua?
Il procedimento di lavorazione della carta seguito dagli artigiani arabi prevedeva la sfilacciatura e la macerazione degli stracci in acqua fino ad ottenere un impasto omogeneo, in cui poi si immergeva un setaccio che tratteneva le fibre macerate lasciando filtrare l'acqua.