Entro i primi 90 giorni (ossia 12 settimane e 6 giorni dall'ultima mestruazione), l'aborto è ammesso sulla base di una autonoma valutazione della donna, che lo richiede perché ritiene che la prosecuzione della gravidanza possa rappresentare un pericolo per la sua salute fisica o psichica.
1. Interruzione volontaria di gravidanza attraverso il metodo farmacologico. E' una procedura medica, distinta in più fasi, che si basa sull'assunzione di almeno due principi attivi diversi, il mifepristone (meglio conosciuto col nome di RU486) e una prostaglandina, a distanza di 48 ore l'uno dall'altro.
Il metodo farmacologico si basa sull'assunzione, a 48 ore di distanza, di due farmaci: il mifepristone (RU486) e una prostaglandina (misoprostolo o gemeprost). Il mifepristone causa la cessazione della vitalità dell'embrione mentre l'assunzione della prostaglandina ne determina l'espulsione.
Quanto tempo si sta in ospedale per aborto farmacologico?
L'intervento medico-chirurgico comporta un ricovero in day hospital. Si entra la mattina presto e si viene dimesse nel pomeriggio dello stesso giorno, salvo complicazioni. L'intervento, effettuato in anestesia, avviene in sala operatoria.
Nell'aborto farmacologico, la donna ricorre a un medicinale che causa crampi e sanguinamento per svuotare l'utero, come succede nell'aborto spontaneo. L'aborto farmacologico ha un'efficacia superiore al 95% ed è estremamente sicuro: il rischio di complicanze gravi o potenzialmente mortali è inferiore all'1%.