Domanda di: Penelope Ferrari | Ultimo aggiornamento: 31 marzo 2026 Valutazione: 4.9/5
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Il conte Ugolino della Gherardesca morì di inedia (fame) nel marzo 1289, imprigionato insieme a due figli e due nipoti nella Torre della Muda a Pisa, ribattezzata "Torre della Fame". Sebbene Dante suggerisca un possibile cannibalismo nel Canto XXXIII dell'Inferno, studi moderni propendono per la morte per inedia dopo giorni di sofferenza.
Dopo un breve esilio dalla sua città, acquistò prestigio per un'incursione navale nel porto di Genova, ma nella rovinosa battaglia della Meloria (1284) si ritirò velocemente, alimentando voci di tradimento.
Chi ha mangiato i figli di Ugolino nella Divina Commedia?
Secondo Dante, i prigionieri, consumati dal digiuno, si spensero dopo una lunga agonia; ma, prima di morire, i figli di Ugolino lo pregarono di cibarsi delle loro carni, pronunciando la frase: "Padre, assai ci fia men doglia se tu mangi di noi: tu ne vestisti queste misere carni, or tu le spoglia".
Perché il conte Ugolino viene rinchiuso nella torre?
Accusato di avere tradito Pisa contro Genova nella disfatta navale della Meloria, il Conte fu rinchiuso insieme a figli e nipoti nella Torre della Muda (allora utilizzata per tenervi le aquile allevate nel periodo di muta del piumaggio). La loro tragica fine cambiò il nome dell'edificio in Torre della Fame.
Il nobile, ridotto allo stremo, racconta a Dante le atrocità che ha subito e la sua disperata scelta di mangiare i propri figli. Questo gesto, di una gravità incommensurabile, solleva interrogativi sull'istinto di sopravvivenza e sulla natura umana di fronte a situazioni estreme.