Domanda di: Ippolito Guerra | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.6/5
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Un'altra tecnica che si può usare per ottenere una buona alveolatura è quella della pizza in teglia ad alta idratazione, che prevede di idratare l'impasto con una percentuale di acqua che va dal 70 al 90%, formando così un composto molto molle, che formerà ampi alveoli in cottura.
Continuate a unire la farina e ad incorporare aria. Questa operazione è quella che viene definita “lievitazione meccanica”: a poco a poco, continuando sia ad impastare sia a spolverare con farina, l'impasto prenderà consistenza, diventando elastico, resistente ma soffice.
Ci sono vari tipi di pieghe ma oggi vi parlo delle pieghe circolari che rinforzano fortemente il glutine ed infittiscono l'alveolatura interna. Per realizzare si ribalta delicatamente l'impasto su una spianatoia leggermente infarinata; poi si prende un lembo di impasto, lo si stende e lo si porta verso il centro.
In linea generale, quelle tonde al piatto hanno un livello di idratazione della pizza compreso tra il 55% e il 65%: questo permette di lavorarle bene in fase di stesura e infornamento, senza dover incappare in rischi eccessivi dovuti alla tenuta dell'impasto stesso.
Cosa succede se si mette troppa acqua nell'impasto della pizza?
Un impasto altamente idratato presenterà maggiori difficoltà in lavorazione: l'assorbimento dell'acqua è subordinato all'energia meccanica che trasmettiamo impastando, oltre che al naturale potere di assorbimento della farina. Se la lavorazione è errata rischiamo di ritrovarci con una massa collosa e ingestibile.