Domanda di: Sue ellen Conti | Ultimo aggiornamento: 23 novembre 2023 Valutazione: 4.9/5
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In italiano la C non ha un suono univocamente definito, si è soliti infatti distinguere fra C dolce (corrispondente all'affricata postalveolare sorda [ʧ]) e C dura (corrispondente all'occlusiva velare sorda [k]) a seconda se precede le lettere vocali E e I, o A, O e U; e può variare sempre, a seconda del contesto, se è ...
La C è una consonante un po' particolare perché cambia suono a seconda della vocale che la segue. Se si trova davanti alle vocali A, O e U, la C ha un suono duro e si pronuncia come una K. Sono tante le parole che ti possono servire da esempio per capire questa regoletta: casa, compiti, culla …
La lettere C e G precedute dalla lettera esse possono avere un suono duro o dolce. Se sono seguite dalle vocali A, O, U, hanno un suono duro. Se la lettere C e G sono seguite dalla lettera H e poi dalle vocali E, I, il suono è duro. Se sono seguite dalle vocali E, I, hanno un suono dolce.
C. si stabilizzò in un fonema, il nostro c dolce ‹č›, ormai sentito come distinto dal fonema velare conservatosi intatto davanti ad a, o, u e a consonante.
La lettera c ha in italiano due valori fonetici: quello di un'occlusiva velare sorda, davanti alle vocali a, o, u o davanti a consonante (cane, coro, cura, credo, classe), e quello di una palatale sorda, davanti alle vocali i, e (cibo, cera).