Domanda di: Sig. Carmelo Milani | Ultimo aggiornamento: 12 maggio 2026 Valutazione: 4.3/5
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Nel 2023, l'IRPEF è rimasta strutturata su quattro scaglioni di reddito, mantenendo l'impostazione definita nella riforma precedente, con aliquote del 23%, 25%, 35% e 43%. Le principali novità riguardano la conferma della progressività, una "no tax area" fino a 8.174 euro, e la suddivisione degli scaglioni basata su redditi fino a 15.000€, fino a 28.000€, fino a 50.000€ e oltre.
La Legge di Bilancio 2025 e la circolare 4/E del 2025 dell'Agenzia delle Entrate confermano in via definitiva tale provvedimento, stabilizzando le aliquote IRPEF su tre scaglioni: 23% per i redditi fino a 28 mila euro; 35% per i redditi superiori a 28 mila e fino a 50 mila euro; 43% sopra i 50mila euro.
Chi sta tra 32 e 45 mila euro, invece, ha perso, mentre chi ha redditi più alti ha pareggiato il conto. Tra pensionati e lavoratori autonomi, invece, gli unici a trarre beneficio sono le fasce di reddito tra 40 e 70 mila euro.
Chi ne beneficia davvero? L'intervento si rivolge principalmente a lavoratori dipendenti, autonomi e pensionati con redditi medio-alti (ma non altissimi). La platea dei beneficiari è ampia e include milioni di contribuenti che, con la nuova aliquota, si vedranno ridurre l'IRPEF dovuta.
In altre parole, per le aliquote 2025 dell'IRPEF, gli scaglioni dei pensionati rimangono sempre pari: al 23% fino a 28.000 euro; al 35% per la porzione da 28.001 a 50.000 euro; al 43% per tutto l'eccedente oltre 50.000 euro.