Domanda di: Giorgio Neri | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.1/5
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"Utente" è il cliente che si rivolge ad un servizio pubblico. Preferisco chiamare chi si rivolge allo psicologo-psicoterapeuta "cliente" perché in questo senso la persona è parte attiva nella relazione col terapeuta rispetto al proprio cambiamento.
Il termine "paziente" è universalmente usato. Perché non mi piace? "Paziente" deriva dal verbo greco pasco, se ricordo bene colui che sente, percepisce, e quindi per estensione colui che soffre. Quindi chi si reca dallo psicologo è, in primis, una persona che soffre.
L'ideale è parlarne: "Il semplice fatto di dire al tuo terapeuta 'Voglio che smettiamo di vederci, ma ho paura di dirtelo' è un buon modo per fare il grande passo", rivela la psicologa clinica.
La psicoterapia è generalmente più lunga rispetto alla consulenza psicologica, proprio per il lavoro di modifica strutturale della personalità che può richiedere tempi maggiori. La durata di una seduta dallo psicologo può dipendere dal tipo di terapia scelta (di coppia, individuale o di gruppo).
“LO”, assieme a “GLI” per il plurale, si usa infatti davanti a “S” impura, “SC”, “Z”, “PS”, “GN”, “PN”, “X”, “Y”, “J” ed “I” con valore consonantico. Quindi, ad esempio: “lo pneumatico invernale Continental” oppure “gli pneumatici invernali Continental”.