La misurazione della creatinina nel sangue permette, invece, di valutare la velocità di filtrazione glomerulare e rappresenta l'indice più preciso e affidabile per misurare la funzionalità del rene o determinare lo stadio di malattia renale.
Quali sono gli esami del sangue per controllare i reni?
La funzionalità renale viene indagata con esami strumentali e con esami di laboratorio. Gli esami di laboratorio raccomandati dalla Società Italiana di Nefrologia sono: BUN (indice di azoto ureico), creatinina, sodio, potassio, cloro, calcio, fosforo, emocromo, acido urico e l'esame delle urine.
Che esami si fanno per vedere se i reni funzionano bene?
Per effettuare un controllo della funzionalità renale e approfondirne lo stato di salute, possono essere eseguiti principalmente esami di laboratorio, tra i più comuni vanno citati: urea. creatinina con determinazione del filtrato glomerulare, espresso con valore di ml/min. sodiemia.
Il valore normale è tra 0,8 e 1,2 mg/dl e quando vengono riscontrati valori superiori significa che il rene non è stato in grado di depurare adeguatamente il sangue dalla creatinina. Il valore che viene riscontrato con il prelievo ematico è la quantità di creatinina rimasta in circolo dopo la depurazione del rene.
L'insufficienza renale cronica può essere diagnosticata con alcuni semplici esami del sangue (urea, creatinina, glicemia, sodio, potassio, PH, emocromo, calcio, fosforo), l'esame delle urine e l'ecografia delle vie urinarie. A volte è difficile capire la malattia che l'ha causata, e sono necessari molti altri esami.