Domanda di: Clea Guerra | Ultimo aggiornamento: 20 aprile 2026 Valutazione: 4.8/5
(35 voti)
La colorazione del vetro avviene principalmente tramite l'aggiunta di ossidi metallici durante la fusione, che producono tinte calde o fredde, oppure mediante tecniche superficiali come la verniciatura o l'uso di smalti a freddo. Metodi antichi includevano la creazione di vetri "murrine" o l'aggiunta di metalli preziosi.
I pennarelli per colorare il vetro sono facilissimi per usare, grazie alla punta spessa. Ci sono pennarelli con colore per vetro lavabili, cioè non permanenti che si rimuovano con un panno umido, e ci sono pennarelli acrilici, resistenti all'acqua che non si sbiadiscono e si asciugano rapidamente.
La fusione era operata con fuochi di legna e alle sabbie silicee veniva solitamente aggiunto ossido di rame, che donava al vetro una tinta blu, verde, ed in certe condizioni anche rosso rubino.
Il procedimento per colorare il vetro in superficie consiste nello stendere dei pigmenti colorati senza farli penetrare nel corpo vitreo. Un metodo recente per colorare il vetro Venne ideato da Friedrich Egermann, che nel 1820 usava cloruro d'argento per ottenere una tinta gialla, e nel 1840 una tinta rossa.
La Murrina è uno dei metodi più utilizzati per colorare il vetro . Un cilindro viene creato stratificando vetro morbido in vari colori e poi impilandoli uno sopra l'altro.