Domanda di: Ing. Quasimodo Ferri | Ultimo aggiornamento: 13 maggio 2026 Valutazione: 4.9/5
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La determinazione del risarcimento del danno, disciplinata dagli articoli 1223, 1226 e 1227 del Codice Civile, si basa sul calcolo della perdita subita (danno emergente) e del mancato guadagno (lucro cessante), direttamente collegati al fatto illecito. Il risarcimento può avvenire per equivalente (somma di denaro) o in forma specifica.
Come si determina l'ammontare del risarcimento del danno?
Il risarcimento del danno emergente viene calcolato dal giudice sulla base della perdita di patrimonio che il soggetto è tenuto a dimostrare. Semplicemente, il giudice sentenzierà che la parte che ha causato il danno è tenuta a risarcire alla parte danneggiata l'ammontare di patrimonio perso.
Il creditore ha diritto al risarcimento dell'intero danno subito ma purché vi sia una causalità tra inadempimento (o ritardo) e pregiudizio: quest'ultimo, infatti, deve essere ascrivibile al debitore.
La determinazione del danno è stabilita direttamente dalla società o dal perito da essa incaricato, con l'assicurato o con la persona da lui designata. La quantificazione del danno deve essere eseguita secondo le norme di cui alle condizioni generali e speciali di assicurazione, per singola partita.
È compito del giudice stabilire se il risarcimento in forma specifica sia possibile. Il giudice può nominare periti e tecnici per avere un parere esperto sulla materia oggetto del procedimento.