Kudasai (ください) in giapponese significa "per favore" o "mi dia/faccia qualcosa per favore", ed è una forma onorifica usata per rendere una richiesta gentile, spesso posta alla fine di una frase dopo un verbo alla forma "-te" (es. matte kudasai - aspetta per favore) o dopo un nome per chiedere di riceverlo (es. ocha o kudasai - un tè, per favore). È una richiesta neutra che pone chi parla e chi ascolta sullo stesso piano, differenziandosi da ordini più direttivi come "nasai".
Non sono un esperto, ma credo che おねがい (onegai), significhi più o meno per favore, mentre il suffisso します (shimasu) significa fare qualcosa... Quindi penso che stessero chiedendo qualcosa. Se avessero detto よろしくおねがいします (yoroshiku/onegai/shimasu), avrebbero chiesto "per favore, trattami bene".
Koibito. La persona amata. Il concetto di base indicherebbe “la persona che mi manca”, quindi si riferiva in passato a un amore non corrisposto; oggi tuttavia si può utilizzare anche per indicare il proprio partner (senza vincoli matrimoniali).