Le consonanti “B” e “V” in spagnolo hanno lo stesso suono. Si leggono in modo bilabiale (le labbra si devono toccare) quando si trovano all'inizio di una parola (beso/verano) o in modo fricativo (le labbra non si devono toccare) in posizione intervocalica (tra due vocali: abierto/aventura).
B e V se si trovano a inizio parola si pronunciano come la b di bambola. Negli altri casi hanno un suono intermedio tra le b e la v. C: se seguita dalle lettere a, o, u ha un suono gutturale come in casa. Se invece è seguita da i ed e assume lo stesso suono della th inglese con la lingua tra i denti.
B e V si pronunciano entrambe come una B, non esistendo in spagnolo il suono di parole italiane come “vento” o “veloce”. Pronuncia queste consonanti in modo più marcato quando si trovano a inizio di parola (el vaso, borracho) e in modo più dolce quando si trovano all'interno (beber, volver).
L'unica particolarità dell'alfabeto spagnolo su cui impegnarsi un po' è la v. In spagnolo la v si pronuncia quasi come una b, ma senza “l'esplosione” finale. Infatti devi pronunciare la v con le labbra chiuse. Evita proprio di pronunciarla come la v italiana, il suono è più simile alla b.
G [ge]: quando è seguita da “e” o “i”, si pronuncia come il tedesco “ch” in “buch”; è un suono gutturale inesistente in italiano. In tutti gli altri casi, si pronuncia come una “G dura” in italiano (quella nella parola “gara”).