Come si leggono gli intervalli?

Domanda di: Sig. Joshua Orlando  |  Ultimo aggiornamento: 21 maggio 2026
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Gli intervalli musicali si leggono calcolando la distanza tra due note, inclusi gli estremi, definendone ampiezza (numeri ordinali: 2ª, 3ª, 4ª...) e specie (maggiore, minore, giusta, ecc.). Si distinguono in ascendenti (più alto il secondo suono) o discendenti, e possono essere classificati in base alla scala maggiore di partenza.

Come si indicano gli intervalli?

In simboli: [a, b] indica un intervallo chiuso ed è formato da tutti gli elementi x per i quali a ≤ x ≤ b; ]a, b] oppure (a, b] indica un intervallo chiuso a destra ed è formato da tutti gli elementi x per i quali a < x ≤ b; [a, b[ oppure [a, b) indica un intervallo chiuso a sinistra; infine, ]a, b[ oppure (a, b) ...

Come si fa a capire se un intervallo è maggiore o minore?

Un intervallo maggiore se abbassato di un semitono diventa un intervallo minore. Per trasformare un intervallo giusti o un intervallo maggiori in uno aumentato, dobbiamo innalzare questi intervalli di un semitono. Gli intervalli giusti e minori abbassati di un semitono diventano intervalli diminuiti.

Come si classificano gli intervalli?

Il prospetto complessivo degli intervalli costruiti sulla scala diatonica nell'ambito di una ottava è rappresentato nel seguente schema. Gli intervalli sono di seconda, terza, quarta, quinta, sesta e settima che si dividono in cinque tipologie: giusti, maggiori, minori, aumentati e diminuiti.

Come si misurano gli intervalli?

Gli intervalli si misurano in base alla quantità di gradi che abbracciano, compresi gli estremi, e si numerano con cifre arabe (ad esempio; Do - Sol, intervallo di 5ª; Re - Si, intervallo di 6ª, ecc). Il numero quantitativo di questi serve di denominazione all'intervallo stesso.

Come funzionano gli INTERVALLI