La corrente elettrica si genera sfruttando l'energia cinetica e potenziale dell'acqua (fiumi, cascate, bacini artificiali) per azionare una turbina collegata a un alternatore. Le centrali idroelettriche convogliano l'acqua tramite condotte forzate, trasformando l'energia meccanica di rotazione della turbina in energia elettrica.
Come si può produrre energia elettrica con l'acqua?
Le centrali idroelettriche di accumulo, chiamate anche centrali di pompaggio, sono impianti che producono energia elettrica immagazzinando acqua in un bacino superiore, per poi rilasciarla e farla scorrere attraverso turbine, generando così elettricità.
Per sfruttare l'acqua producendo energia elettrica è necessario racchiuderla all'interno di un bacino idrico, di solito un lago artificiale protetto da una diga posta a monte. Una serie di grandi condotte ha il compito di permettere all'acqua di scorrere fino a valle, dove la centrale vera e propria ospita le turbine.
Per quanto riguarda il mini-idroelettrico i costi d'impianto variano tra i 1.500-2.500 €/KW, ma circa il 50% della spesa è da attribuire alla realizzazione di opere civili. In relazione al micro-idroelettrico i prezzi possono variare tra i 600-1.500 €/KW.
Quanta acqua serve per produrre energia elettrica?
Quando una massa d'acqua cade da una quota superiore ad una inferiore, si libera energia che viene sfruttata dagli impianti idroelettrici. Un flusso d'acqua di 1 mc/secondo che fa un "salto" di 1 metro ha infatti una potenzialità di circa 90.000 kWh di energia per anno.