La coscienza infelice rappresenta la coscienza in quella tappa del suo lungo percorso in cui, non sapendo ancora di essere tutta la realtà, vede se stessa come divisa in conflitti e differenze. L'unico modo per uscire da questa scissione è il riconoscimento di essere, appunto, la realtà nel suo insieme.
Come avviene per Hegel la conciliazione della coscienza infelice?
L'infelicità della coscienza è descritta da Hegel tramite tre sotto-figure: devozione, fare e mortificazione di sé. Devozione: è un atteggiamento, una componente del isterismo, è qualcosa di irrazionale e religioso, il pensiero non è ancora speculativo, no si esprime filosoficamente.
Perché la coscienza infelice è una figura che può essere assunta come chiave interpretativa della Fenomenologia dello spirito?
La coscienza infelice può essere considerata il concetto chiave della Fenomenologia dello Spirito , perché solo tramite essa si giunge dialetticamente alla conciliazione e alla fusione tra il finito e l'infinito.
Come avviene il passaggio tra coscienza e autocoscienza?
Si passa infine dalla percezione all'intelletto, che riconosce nell'oggetto una forza che agisce secondo una legge determinata. Vede nell'oggetto un fenomeno, a cui si contrappone l'essenza vera dell'oggetto. La coscienza a questo punto ha risolto l'intero oggetto in se stessa ed è diventata autocoscienza.
Perché nella filosofia hegeliana il finito si risolve nell'infinito?
Per Hegel il Finito, in quanto è reale, è lo stesso infinito. L'Assoluto è origine, fine e causa della realtà. Quest'ultima è dunque la manifestazione dello spirito che produce se stesso. L'hegelismo vede nel mondo (il finito) la manifestazione o la realizzazione di Dio (l'infinito).