In italiano, l'espressione "al loro" (inteso come complemento di termine "a loro", es: "ho dato un libro a loro") si scrive separatamente: a loro. Tuttavia, nell'italiano moderno e comune, è corretto e molto frequente sostituirlo con la particella pronominale gli posta prima del verbo (es: "gli ho dato un libro").
Per riassumere, l'uso di gli in luogo di loro, a loro, a essi e a esse è da considerare senz'altro corretto (Ora vado dai tuoi amici e gli dico che la devono smettere di fare chiasso), tranne che, forse, nel caso di registri altamente formali (Il parroco espresse loro le sue più sentite condoglianze).
Davanti a un pronome personale tra e fra possono essere seguite da di: fra di noi, tra di loro. Con la ripetizione di me e sé, tra e fra intensificano l'espressione: parlavo tra me e me. In alcune espressioni tra e fra possono indicare approssimazione: avrà tra i dieci e i quindici anni.
La forma corretta è qual è, senza apostrofo, perché si tratta di un troncamento (o apocope) della parola "quale" davanti alla vocale "è", non di un'elisione che richiederebbe l'apostrofo; vale lo stesso per "qual era" (e non "qual'era") e "qualcun altro" (e non "qualcun'altro"). La forma "qual'è" è un errore comune, ma diffuso anche in passato letterario, mentre l'italiano moderno richiede la forma senza apostrofo.
a: se li vedete, dite loro (ma nel linguaggio fam., spec. se non c'è ambiguità, ditegli; o con a pleonastico: chi glielo dice a loro?). Come compl. oggetto, solo in posizione di rilievo: ho chiamato loro non voi; così nelle esclamazioni: beati loro!