Risposta. Ce n'è per tutti! L'espressione ce n'è è forma contratta di ce ne è, con elisione della -e di ne; si tratta della realizzazione della terza persona singolare dell'indicativo presente del verbo esserci, definito procomplementare ("che si usa stabilmente con particelle clitiche procomplementari [ad es.
Veniamo all'ultima possibile grafia: quando si scrive c'è né? Come abbiamo visto, “c'è” è la forma contratta di “ci” seguito dal verbo “essere”; ma in questo caso “né” con l'accento acuto è una congiunzione. ESEMPIO: Cercavo il direttore o il suo assistente. Mi dispiace ma non c'è né l'uno né l'altro.
Ce n'è è formato dalle particelle “ce” e “ne” e dalla terza persona singolare dell'indicativo presente del verbo essere “è”. La particella pronominale “ce” è la forma che assume il pronome “ci” davanti a “ne”. La particella pronominale “ne” perde la “e” finale e prende l'apostrofo che segnala la caduta della vocale.
L'espressione ce n'è è forma contratta di ce ne è, con elisione della -e di ne; si tratta della realizzazione della terza persona singolare dell'indicativo presente del verbo esserci, definito procomplementare ("che si usa stabilmente con particelle clitiche procomplementari [ad es.