I pronomi relativi possono sostituire, a seconda dell'utilizzo, il soggetto, il complemento oggetto o un complemento indiretto della proposizione relativa. L'elemento sostituito è detto "antecedente". Il pronome relativo serve in genere a determinare l'antecedente, evitandone la ripetizione.
Il pronome relativo è ὅς, ἥ, ὅ (il quale, la quale), come nel latino qui, quae, quod, le forme sono monosillabiche, hanno spirito aspro e accento; il relativo segue la declinazione pronominale con il neutro in -o determinato dalla caduta della dentale *δ finale.
Il pronome relativo concorda sempre in genere (maschile, femminile, neutro) e numero (singolare o plurale) col sostantivo o pronome cui si riferisce; il caso, invece, dipende dalla funzione logica che assume nella proposizione in cui si trova.
Per riconoscerli è semplice: basta assicurarsi che dopo il pronome non ci sia un nome. Ad esempio: "Questa è casa mia, non la sua". "Mia" in questo caso è aggettivo e "sua" pronome. I pronomi in questo caso invece di essere accompagnati da un nome ne fanno le veci.