Cosa cambia tra licenziarsi ed essere licenziati?

Domanda di: Gianmarco Costantini  |  Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023
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Le dimissioni volontarie sono il processo con cui un lavoratore abbandona il proprio posto di lavoro volontariamente, diversamente dal licenziamento per cui è l'azienda a interrompere il rapporto di lavoro col proprio dipendente.

Cosa è meglio licenziarsi o farsi licenziare?

Dipende. Dal punto di vista economico è meglio essere licenziati, perché si ha diritto al preavviso, alla Naspi (disoccupazione) e spesso ad un incentivo. Dal punto di vista di reputazione professionale e autostima, direi che dimettersi ha tutto un altro valore.

Cosa spetta a chi dà le dimissioni?

Cosa spetta al lavoratore che si dimette per giusta causa

stipendio. ferie e permessi di cui non hanno usufruito. ratei di mensilità aggiuntive (tredicesima e quattordicesima, a seconda di quanto previsto dal Contratto collettivo) TFR (trattamento di fine rapporto)

Come dare le dimissioni e non perdere la disoccupazione?

Per licenziarsi occorre rivolgersi ad un Patronato. La procedura ormai è telematica e in alternativa al Patronato, gli interessati possono fare tutto da soli tramite accesso al sito istituzionale del Ministero del lavoro. Autenticandosi con lo SPID, il lavoratore dimissionario potrà fare tutto da solo.

Cosa deve pagare il datore di lavoro in caso di licenziamento?

L'importo del ticket licenziamento è fissato in misura pari al 41% del massimale mensile di disoccupazione (il cui importo è comunicato con apposita circolare INPS ogni anno) per ogni 12 mesi di anzianità aziendale del cessato negli ultimi tre anni. Per quest'anno si considera la circolare n. 14 del 3 febbraio 2023.

E' meglio essere LICENZIATI o dare le DIMISSIONI? | Avv. Angelo Greco